C’è chi trova scuse e chi soluzioni.
La maggior parte delle persone trova scuse.
E questo è ancora più evidente nello sport e nella nutrizione.
Milioni di giustificazioni per non essersi allenati, per non aver seguito quel programma alimentare.
L’obiettivo di migliorare nello sport o di mettersi in forma rimane, ma viene rimandato.
Lo farò più avanti, quando starò meglio, sarò più libero dal lavoro, avrò più motivazione, arriverà la bella stagione.
E puntualmente il momento ideale non si presenta mai.
Le incombenze della vita quotidiana prendono il sopravvento e finisce tutto tra le ultime priorità.
Quante volte mi capita di sentire persone super motivate, ma poi tornare alle vecchie abitudini.
Hanno tantissimi propositi, a volte troppi, tutte le buone intenzioni del mondo.
Ma falliscono, ricadendo nella solita routine, senza vedere spiragli di miglioramento tangibili.
La chiave del miglioramento sportivo non è la dieta, l’allenamento, l’integrazione, il biohacking, la frutta crio con le maltodestrine.
Non è un programma o un metodo di allenamento specifico, né una strategia ultra sofisticata di nutrizione, né davvero l’integratore magico.
E nemmeno serve passare dal doping.
Si tratta non di una metodica, ma di un atteggiamento, che si può apprendere con pratica e abitudine.
Sto parlando della costanza.
Sviluppare la costanza in ogni area
Basterebbe solo un po’ più di tempo di quello che ci siamo dati per ottenere un cambiamento positivo, capace di incidere sui risultati finali.
Essere costanti è davvero la skill più difficile da sviluppare.
In un mondo dove vogliamo tutto e subito, fatto di fast food, fast fashion e contenuti acchiappa-click, siamo alla ricerca disperata di risultati immediati e con il minimo sforzo.
Le scorciatoie che alcuni prendono sono evidenti, ma spesso con esiti negativi: doping, diete estreme, integrazioni pericolose o poco salubri e così via.
Si è disposti a tutto, basta che in poco tempo si possa vedere qualcosa di significativo.
Errore madornale!
Altro errore è quello di raccontare a tutti i nostri nuovi obiettivi, che siano sportivi, estetici, relazionali o professionali.
Tendiamo a farlo per ascoltare il parere degli altri, per rassicurarci che sia la strada giusta e liberare dopamina nel parlare di quello che faremo.
Se vogliamo andare davvero lontano, lasciamo perdere scorciatoie, confronti, rassicurazioni inutili e anche troppe programmazioni.
Apprenderemo l’arte durante il percorso, dai feedback che la realtà stessa ci offre, senza troppe assunzioni o obiettivi grandiosi.
L’applicazione, l’azione, la costanza, il monitoraggio dei progressi e la fame di miglioramento possono fare miracoli.
È inutile avere la migliore dieta per il nostro sport, la migliore tabella di allenamento e anche l’integrazione ideale durante lo sforzo, come frutta crio con malto, 100 g di carboidrati e così via, se poi non abbiamo la giusta mentalità e caparbietà nel mantenerci costanti.
Del resto per arrivare a certi introiti glucidici ed energetici bisogna essere allenati e costanti anche in questo (gut training).
È il sistema di adattamento che dobbiamo puntare a sviluppare, come ho scritto in questa lettera.
Oggi la costanza è la prima qualità che guardo in ogni relazione, collaborazione, assunzione o stage: quanto le persone persistono nel tempo nei loro obiettivi.
È facile essere motivati e costanti per qualche settimana, o anche mese.
Ma poi?
Cambiamo idea, obiettivo, subentrano nuove priorità e arriva la noia.
La noia, in realtà, è un buon segnale: è il processo stesso che ci porta al miglioramento.
Gli stessi amici mi dicono che sono troppo rigido.
La mia giornata, la mia routine e la mia vita da occhi esterni possono sembrare noiose.
Pur tuttavia di sicuro non sono un dogmatico, anzi mi reputo più vicino allo spirito dionisiaco di Nietzsche: ricercatore indipendente, rivoluzionario sotto certi aspetti.
Non avrei favorito la prima realtà di integrazione di organi in capsule in Italia solo da mucche al pascolo (grass-fed) con la Carnivore Company.
Non avrei di certo investito tempo, energia e risorse economiche per il primo integratore per sportivi con 100 g di carboidrati per porzione e frutta crioessiccata con il progetto VALE sport nutrition.
La missione è ormai chiara da anni, forse già da quando ero piccolo.
Aiutare la persona normale a diventare sportivo con la nutrizione personalizzata.
Lo sportivo in atleta, grazie alla costanza.
E infine l’atleta in superatleta, con il biohacking.
Quest’anno, per esempio, ho totalizzato tantissime ore di allenamento e già quasi 14.000 km in bicicletta.
Parliamo di una media di 350 km a settimana, con anche allenamenti ibridi dedicati al potenziamento a corpo libero e con i pesi.
Questa settimana (e molte altre durante l’anno) ho chiuso con più di 600 km e oltre 20 ore all’attivo, nonostante la lontananza da impegni agonistici.
Per alcuni può sembrare un miraggio, ma posso garantire che alla lunga diventa super fattibile.
Grazie alla costanza sono stato costretto a recuperare molto velocemente.
Per raggiungere i 600 km settimanali mi sono allenato tutti i giorni.
E l’intensità è stata alta: ho preso un KOM (miglior tempo) in una salita di quasi 6 km e un nono tempo in una delle strade più frequentate dai professionisti.
Ogni giorno medie sopra i 30 km/h senza troppa fatica.
Il recupero è la chiave
L’attenzione al recupero quindi diventa centrale.
Saper recuperare prima permette di trovare la motivazione per allenarti anche il giorno seguente, e quello dopo ancora.
E come?
Garantendo elementi che non possono essere sostituiti:
- Sonno di almeno 7–8 ore
- A letto prima delle 22:30
- Stretching dinamico pre e allungamento post
- Nutrizione ad hoc: 5 g CHO/kg, 1,5 g grassi/kg, 2 g PRO/kg/die, con attenzione ai micronutrienti e agli antiossidanti della dieta
- Integrazione specifica: rapa rossa crio nel pre con arginina, malto e frutta crio nell’intra, elettroliti sempre con bacche crio nel post
- Buon introito idrico quotidiano
- Meditazione
- Bagno ghiacciato
Ponendo attenzione a questi elementi di salute, il recupero arriva di conseguenza, e avremo più energia per presentarci all’allenamento successivo, creando un circolo virtuoso e non vizioso.
Il progresso, infatti, è il più grande motore motivazionale che esista: scientifico, industriale, spaziale, sportivo.
È ciò che ci fa andare avanti come specie, senza sederci sugli allori o accontentarci.
Dobbiamo pretendere da noi stessi più che da ogni altra persona.
Sviluppare autostima e usare il potere delle affermazioni e visualizzazioni, come ho scritto nella lettera sul Miracle Morning, è fondamentale.
Il nostro dialogo interno conta, e non dobbiamo trascurarlo.
Così come le nostre sensazioni.
Impariamo ad ascoltarci: risolveremmo la metà dei problemi in anticipo.
Se siamo stanchi perché troppo allenati, dedichiamo una seduta ad un allenamento blando rigenerante, o a un riposo assoluto.
Non agiamo solo per routine o schemi prestabiliti: restiamo aperti al cambiamento.
Io stesso ho provato la strategia low carb e keto negli allenamenti un po’ di anni fa, e mi sono sentito bene nei lunghi aerobici.
Finché non ho sperimentato però una strategia high carb: in zona 2 fino a 90 g CHO/ora, con malto e fruttosio 2:1.
Mi sono trovato con più energia, gambe fresche e soprattutto miglior recupero.
Poi ho approfondito gli studi e confermato che in quest’ultimo caso esiste un notevole risparmio di glicogeno e catabolismo muscolare, perfetto per chi, come me, si allena quotidianamente.
Progetto VALE: aggiornamento
Per questo ho deciso di ricercare gli ingredienti migliori per un prodotto più ricco di carboidrati, in grado di sostenere la performance di chi è costante con l’allenamento, tema centrale di questa newsletter.
L’ultimo test è andato a buon fine: nel laboratorio abbiamo trovato la giusta formulazione, equilibrio di gusto e proporzioni.

L’ho già testato in allenamento e non ho avuto alcun disturbo gastrointestinale: la bevanda è super digeribile e ha un sapore davvero buono, grazie alla frutta vera presente e non all’aroma chimico.
La frutta che vedete stampata sul fronte dei classici integratori infatti è tutto fuorché frutta reale. Si tratta dell’aroma di sintesi chimica da laboratorio che si avvicina a quel gusto. Purtroppo per la normativa può riportare la dicitura in etichetta “aroma naturale”, traendo in inganno il consumatore.
C’è chi si avvicina a questo proposito di formulazione più naturale usando l’estratto secco, o il succo in polvere concentrato della frutta, ma anche in questo caso, oltre ad usare % bassissime, si tratta di procedimenti molto industriali. Senza considerare che il succo viene pastorizzato, perdendo le sostanze benefiche.
La frutta crioessiccata sicuramente è un procedimento più costoso, ma ha il grande vantaggio di preservarne il contenuto nutrizionale, su tutti gli antiossidanti che hanno un ruolo davvero importante per la performance, specie di lunga durata.
Il rapporto glucosio:fruttosio sarà 2:1 per il primo prodotto, ideale per chi vuole restare sotto i 100 g CHO/ora e non introdurre troppo fruttosio, come nel rapporto 1:0,8.
Una nota importante sulla scelta della frutta impiegata.
Riguarda una particolare varietà di amarena più ricca di antiossidanti, quella del Rio, insieme alla fragola.
L’amarena del Rio viene coltivata e raccolta a mano dall’azienda agricola Del Rio, una delle eccellenze modenesi. Nata dalla collaborazione tra l’Università di Bologna e la Cornwell University (NY USA) questa varietà produce frutti più grossi, polposi e con un grado di acidità relativamente basso. L’amarena è ricca di sostanze fenoliche dalle note proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e regolatrici della permeabilità vasale. Studi scientifici italiani addirittura portano alla definizione di un uso nutraceutico dell’amarena del Rio e dei suoi derivati nella prevenzione di patologie neurodegenerative (studio scientifico).
Il prodotto Vale100 viene prodotto in Italia, così come la frutta da cui ci si rifornisce, in pratica un 100% made in Italy.

Tra non molto apriremo i preordini.
Prima ancora del pre e del post, ho pensato di sostenere al massimo la performance durante lo sforzo: è ciò che fa davvero la differenza.
Incide su come ti senti alla fine e durante, se spremuto fino all’osso o già pronto e lucido per pensare al prossimo allenamento.
La bellissima notizia nella formulazione del VALE100 è che non c’è stato bisogno di aggiungere alcun conservante, aroma chimico o anti-agglomeranti come il biossido di silicio, né acidificanti come l’acido citrico, nonostante sia presente in quasi tutti come regolatore del pH.
Gli unici ingredienti sono funzionali alla performance e niente di piú: maltodestrina a DE specifico, fruttosio, frutta crio (fragola e amarena per le antocianine) e cloruro di sodio per l’apporto del sodio.
Tutto nel dosaggio giusto in grado di garantire osmolarità e palatabilità ottimali, unendo ingredienti naturali con la ricerca della massima performance.
In ultima analisi tutto ruota intorno alla facoltà della costanza.
Impara quest’arte e vedrai migliorare ogni area della tua vita.
Nel mio caso mi ha permesso di:
- Ottenere un livello da top 1% nel ciclismo
- Raggiungere un’ottima forma fisica
- Costruire una relazione sentimentale duratura sfociata nel matrimonio
- Ottenere ottimi piazzamenti in gara
- Conseguire il massimo dei voti nelle lauree
- Vedere crescere la Carnivore Company
- Creare la ricetta del VALE100 e VALE Sport Nutrition
- Raggiungere il successo come nutrizionista con tantissime richieste
- Diventare un vero esperto di nutrizione, sport e biohacking
E chissà dove altro mi porterà.
Basta esplorare, poi scegliere dove vogliamo focalizzarci.
Impegnarci.
Cambiare abitudini.
Essere costanti.
I risultati non tarderanno.
E nemmeno il superatleta sarà poi così lontano.