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Sodio: quasi tutti sbagliano l’apporto (come usarlo davvero)

Quanto assumerne, quando, in che forma, protocolli pratici, e attenzione all’eccesso

Il Sodio è l’elettrolita che (quasi tutti) ignorano e che può fare la differenza tra finire bene un allenamento o gara, oppure farlo da sfiniti.

Nelle ultime settimane mi avete scritto in tanti con una variazione dello stesso tema: “Doc, quanto sodio dovrei consumare durante lo sforzo?”. Sarà anche per l’arrivo delle prime giornate calde, dopo aver già inaugurato l’abbigliamento estivo.

La risposta, spesso, ad una migliore performance non sta nei carboidrati o nel cercare di aumentarli e adattarsi il più possibile nel tempo. Non sta nel programma di allenamento. Non sta nemmeno nella motivazione.

Sta in una molecola di due atomi che quasi nessuno considera ancora abbastanza seriamente: il sodio.

Questa newsletter è dedicata a questo minerale. A come funziona, a soprattutto quanto te ne serve in base alla durata dell’allenamento, e a quando diventa un problema se ne prendi troppo poco.

Dirò di più: a sorpresa anche se ne prendi troppo è controproducente. Vedremo come tradurre tutto questo in un protocollo pratico che puoi usare già al prossimo allenamento lungo o alla prossima gara.

Come sempre queste informazioni arrivano dalla letteratura scientifica, ma anche soprattutto dall’esperienza personale negli anni di gare, allenamenti, sperimentazioni in prima persona, già dai tempi universitari.

Il problema della carenza di Sodio non è da poco e ben rappresentato.

La stragrande maggioranza degli atleti di endurance quali runner, ciclisti, triatleti gestisce l’idratazione in modo approssimativo. Si beve quando si ha sete (o anche prima, per paura), si usano gel con qualche elettrolita dentro, e si spera che vada bene.

Il sodio è l’elettrolita che perdi in maggior quantità con il sudore, di gran lunga rispetto a potassio, magnesio e tutto il resto.

Le stime indicano perdite tra 0,5 e 2 litri di sudore all’ora, con una concentrazione di sodio che varia enormemente da individuo a individuo: da 230 mg a oltre 2000 mg per litro.

Questo significa che in un’ora di sforzo intenso in una giornata calda, un atleta che suda molto e ha sudore “salato” può perdere anche 3-4 grammi di sodio in un’ora. Senza rimpiazzarne quasi nulla.

Il risultato? Calo di performance, gambe pesanti, poca lucidità, crampi.

Uno studio su triatleti e ultrarunner ha rilevato che l’apporto medio di sodio durante le competizioni era di soli 267 mg/ora, ben al di sotto delle raccomandazioni attuali.

Anche l’intake di kcal, carboidrati, acqua e caffeina era anch’esso inferiore alle linee guida, con problemi gastrointestinali nel 61,9% dei partecipanti.

Quasi due atleti su tre con la pancia sotto sopra, e quasi nessuno che assumeva abbastanza sodio.

Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, quello di cui si parla ancora meno: il sodio in eccesso fa male. Anche nello sport. E arriviamo a questo tra poco.

Dobbiamo introdurre Sodio durante lo sforzo

Prima di parlare di dosi e protocolli, è meglio sapere il perché andremo a fare certe operazioni.

Non perché sia un esercizio accademico fine a sé stesso, ma perché quando capisci il perché, sai anche adattare le dosi al contesto. E nei lunghi quali Ironman, granfondo, ultra, trail, open water swim, il contesto cambia ogni ora.

1. Bilancio idrico e volume plasmatico

Il sodio è il principale catione del fluido extracellulare. In parole semplici: è lui che decide quanta acqua rimane nel sangue e nei tessuti.

Quando perdi sodio con il sudore e non lo reintegri, il volume ematico si riduce progressivamente, il cuore deve lavorare di più per portare ossigeno e nutrienti ai muscoli, e la capacità di sforzo cala.

È quello che potresti sentrei come “gambe di piombo” nelle ultime ore o in certi momenti di gara/allenamento.n

Non è solo glicogeno esaurito, è anche un sistema cardiovascolare che sta girando con meno carburante idrico di quanto dovrebbe.

2. Il cotrasporto con il glucosio: SGLT1

Questo è il punto che preferisco, perché è anche uno dei motivi per il quale abbiamo scelto di inserire Sodio insieme ai carboidrati nell’intra del Vale100.

Nell’intestino tenue esiste un trasportatore proteico chiamato SGLT1 (Sodium-Glucose Linked Transporter 1).

Il suo meccanismo è il seguente: SGLT1 trasporta sodio e glucosio con una stechiometria di 2:1, cioè due ioni sodio per ogni molecola di glucosio assorbita.

Tradotto: senza sodio, il glucosio entra più lentamente nell’enterocita e più lentamente nel sangue (qui lo studio).

Quando il sodio entra negli enterociti (cellule intestinali) attraverso il cotrasporto con il glucosio, viene poi pompato nel sangue dalla Na+/K+-ATPasi, creando un gradiente osmotico che trascina anche i fluidi.

La presenza cioè di glucosio e sodio nel lume intestinale stimola attivamente l’assorbimento di acqua e sali, come dimostrato da questo studio.

Il sodio non è solo un elettrolita da rimpiazzare: è una chiave d’accesso.

Se vuoi che i gel da 30-40 grammi di carboidrati vengano assorbiti velocemente, hai bisogno di sodio presente nell’intestino in quel momento. Non dopo. Non prima. In quel momento.

Lo stesso vale per i carbo liquidi in borraccia (es. maltodestrine e fruttosio).

La densità degli stessi trasportatori SGLT1 aumenta con una dieta ricca di carboidrati, migliorando nel tempo la capacità di assorbimento intestinale durante lo sforzo.

È un altro motivo per cui il “gut training” funziona anche e soprattutto a tavola, non solo in allenamento.

Si allena in pratica anche la biologia molecolare dell’assorbimento, non solo la tolleranza meccanica dello stomaco.

3. Mantenimento della soglia dello stimolo nervoso e muscolare

Il sodio è coinvolto nella generazione del potenziale d’azione nelle cellule muscolari e nervose. Quando i livelli scendono troppo, la trasmissione neuromuscolare si altera. I crampi muscolari, la lentezza di risposta, la sensazione di “disconnessione” tra volontà di contrazione e gambe che alcuni atleti descrivono nelle ultime ore di gara tutto questo ha una componente elettrolitica legato specie al sodio.

L’iponatremia: il problema non è la mancanza di sodio

Eccoci al paradosso che voglio chiarire, perché è uno dei malintesi di cui sento parlare nello sport di endurance.

L’iponatremia da esercizio non è causata principalmente dal fatto che non hai assunto abbastanza sodio. È causata dal fatto che hai bevuto troppa acqua.

L’iponatremia è l’eccessivo abbassamento dei livelli di sodio nel sangue e può essere anche molto pericolosa, al di là che ci fa abbandonare la prestazione.

Nell’iponatremia indotta dall’esercizio fisico, l’eccessiva assunzione di acqua diluisce la concentrazione di sodio nel sangue e il rene, nonostante i suoi meccanismi di regolazione, non riesce a espellere rapidamente i liquidi in eccesso.

L’iponatremia da esercizio è uno dei problemi fisiologici più importanti nelle maratone, nelle ultramarathon e nelle gare Ironman, ma anche nell’ultracycling, con incidenze che vanno dal 15 al 30%, e livelli di sodio inferiori a 120 mmol/L riscontrati in circa l’1% degli atleti.

Non è una rarità da libro di medicina: è un problema reale, documentato, anche con casi letali, come dimostra lo studio “E**xercise-Induced Hyponatremia: An Assessment of the International Hydration Recommendations Followed During the Gran Trail De Peñalara and Vitoria-Gasteiz Ironman Competitions”.**

I ricercatori hanno documentato 14 morti da iponatremia dal 1981, inclusi due giovani atleti durante partite di calcio. Atleti che non stavano correndo una gara estrema. Stavano giocando. E bevendo troppo.

I fattori di rischio sono precisi: l’iponatremia si verifica tipicamente in esercizi di durata superiore alle quattro ore, con basso tasso di sudorazione, condizioni climatiche fresche (che riducono la sensazione di sete), e tendenza a bere eccessivamente per paura della disidratazione.

Quest’ultimo punto è devastante: tanti atleti bevono tantissimo perché hanno paura di disidratarsi, e finiscono per sviluppare una condizione ben più pericolosa della disidratazione moderata.

Uno studio su ultramarathon confermano che i corridori disidratati tendono a performare meglio di quelli iperidratati, con pace mediamente più veloce e tempi di arrivo in ore migliori-

La morale è questa: se bevi molto, assumi sodio proporzionalmente.

Quanto sodio serve davvero: i numeri

Arriviamo alla parte pratica: le raccomandazioni variano a seconda di:

  • durata
  • intensità
  • temperatura
  • fisiologia individuale

Ma possiamo comunque tracciare linee guida.

A. Sforzi fino a 2 ore

Per uscite e gare sotto le 1h e 30 – 2 ore, in condizioni non di eccessivo caldo, le evidenze più recenti suggeriscono che nella maggior parte dei casi l’integrazione di sodio non è strettamente necessaria. Il corpo tampona bene le perdite, pur reali, ma che non raggiungono livelli critici.

Una bevanda di carboidrati con un po’ di sodio è più sufficiente, senza protocolli particolari di assunzione.

Da 2 a 4 ore: il sodio inizia a fare la differenza

Le principali organizzazioni di medicina sportiva (ACSM, AND) raccomandano l’integrazione di sodio durante l’esercizio negli atleti con alta sudorazione (oltre 1,2 L/ora), sudore “salato” e sforzi prolungati oltre le 2 ore.

Il range di riferimento per questa fascia è 400-600 mg di sodio all’ora.

Una bevanda sportiva con carboidrati e sodio tra 230 e 690 mg/L garantisce un assorbimento ottimale e contribuisce alla prevenzione dell’iponatremia da diluizione.

Lo studio che parla di questa integrazione nel mondo endurance è: Effects of Sodium Intake on Health and Performance in Endurance and Ultra-Endurance Sports”.

Qui entra in supporto perfettamente il Vale100, che basterebbe alla suddetta integrazione sodio/oraria, senza pensare a ulteriori supplementazioni, avendo 500 mg Sodio per porzione.

Oltre le 4 ore: serve davvero Sodio

Nelle gare lunghe, come un Ironman completo, una granfondo Dolomitica di 5-7 ore, un trail di montagna, un ultramarathon, le perdite cumulative diventano significative e la supplementazione diventa non negoziabile.

La raccomandazione baseline è di 500-700 mg di sodio all’ora, che sale a oltre 2000 mg in condizioni di forte sudorazione, caldo e umidità, o per atleti che sudano molto e hanno sudore particolarmente salato.

In termini pratici, per chi gareggia in condizioni calde:

  • 400-600 mg/ora per i primi 2-3 ore di sforzo moderato
  • 800 mg/ora quando la gara entra nel vivo, la temperatura sale, il sudore è abbondante
  • fino a 1200 mg/ora per atleti “salty sweaters” in condizioni di caldo estremo e sforzo molto prolungato

Come si traducono questi numeri in sale da cucina, nel caso di chi volesse aggiungere direttamente sale in borraccia?

È una domanda che mi fate spesso. La risposta è semplice: in 1 grammo di sale (NaCl) ci sono circa 400 mg di sodio. Quindi:

Obiettivo sodio/oraSale equivalente
400 mg1 g di sale
800 mg2 g di sale
1200 mg3 g di sale

Detto così sembra tanto. Ma distribuito su gel, borracce e capsule nel corso di ore di sforzo, è assolutamente gestibile e direi necessario.

La vera variabile ed elemento decisivo è il caldo, che cambia tutto, anche la percezione dello sforzo stesso.

Vale la pena sottolineare questo punto con forza, perché lo sport estivo è una categoria a parte.

E la percezione della fatica sale quando i livelli di sodio diminuiscono: è inversamente proporzionale.

In condizioni di caldo, la sudorazione aumenta drasticamente.

La concentrazione di sodio nel sudore rimane abbastanza costante per ciascun individuo, ma il volume di sudore e quindi le perdite assolute si moltiplica.

Gli atleti possono perdere tra 500 e 2000 mg di sodio per litro di sudore, con tassi di sudorazione variabili da 1 a 3 litri all’ora.

E’ semplice: quando fa caldo, sudi di più, perdi più sodio.

Sembra ovvio ma quasi nessuno calibra l’integrazione sul meteo. Si usa lo stesso gel, la stessa borraccia, lo stesso approccio sia in gare di Aprile sia alla Maratona delle Dolomiti di luglio.

Questo è un errore.

Anno scorso alla Sportful Dolomiti Race, 200 km con oltre 5000 mt di dislivello, partenza sotto il sole di giugno, ho strutturato la gestione del sodio così.

Preparazione pre-gara (sera prima e mattina): pasta con sale abbondante, colazione con qualcosa di sapido. Obiettivo: arrivare alla partenza con i depositi di sodio già “caricati”, non in deficit.

Durante la gara: ogni gel di carboidrati (ne assumevo uno ogni 30-40 minuti nelle fasi più dure, circa uno all’imbocca della salita ed un altro in cima, era accompagnato da ungel di soli elettroliti e acqua di cocco, ognuna da circa 250 mg di sodio. Ancora non avevo sviluppato e prodotto il Vale100, ed ero costretto ad accoppiare ulteriore Sodio a quello aggiunto in borraccia in questo modo.

La logica era questa: il gel da solo dà 30-40g di carboidrati ma niente sodio. Le salt caps abbinate o i carbo in borraccia con sodio o entrambi garantiscono che il cotrasporto SGLT1 abbia il sodio disponibile per ottimizzare l’assorbimento intestinale del glucosio in quel momento, e rimpiazza parte delle perdite elettrolitiche da sudore.

Non è solo reintegro: è potenziamento dell’assorbimento.

Nelle ultime 3 ore, con il caldo che si faceva sentire e le salite che accumulavano stanchezza, sono passato attorno ai 1000 mg di sodio all’ora.

Ho finito in circa 7 ore e la gara è andata benissimo, partendo dal fondo.

Le fonti di sodio: una guida pratica

Non c’è un solo modo per assumere sodio durante lo sforzo.

Ecco le varie opzioni, con i pro e i contro di ciascuna.

Sale nelle borracce

Il modo più economico e diretto. Mezzo grammo di sale da cucina in una borraccia da 500 ml fornisce circa 200 mg di sodio, con un gusto appena percettibile.

Per sforzi lunghi e caldo, puoi arrivare a 1 g per borraccia (400 mg di sodio). Se usi due borracce 1 g per ciascuna.

Nella corsa come il trail (flask) due borracce da 1 g l’uno possono bastare possono bastare. Oppure con la dose completa di Vale100 per ciascuno si hanno 1000 mg, buono per due ore circa. La frutta crioessiccata apporta inoltre anche potassio e micronutrienti, rendendo il prodotto più completo e funzionale rispetto a una semplice soluzione di maltodestrine e sale. Pratico per le uscite lunghe dove non vuoi portarti troppa roba.

Bevande sportive con sodio

In alcune bevande si abbinano sodio, carboidrati e spesso altri elettroliti in un’unica soluzione. Il vantaggio è la praticità e la precisione del dosaggio: sai esattamente cosa stai assumendo.

In uno studio su Ironman 70.3 in condizioni controllate, gli atleti che assumevano capsule di sale (circa 500 mg/ora di sodio) rispetto al placebo bevevano mediamente 101 mL/ora in più di liquidi, segno che il sodio stimola anche il corretto senso della sete e la voglia di idratarsi nel modo giusto.

La frutta crioessiccata porta anche potassio e micronutrienti, rendendo il prodotto più completo e funzionale rispetto a una semplice soluzione di maltodestrine e sale. Pratico per le uscite lunghe dove non vuoi portarti troppa roba.

Gel con sodio integrato

Molti gel moderni contengono già 50-100 mg di sodio per busta. Meglio di niente, ma in genere insufficiente come fonte esclusiva se stai sudando molto. Vanno intesi come contributo, non come fonte principale.

Salt caps e capsule di elettroliti

Le capsule di sodio puro sono una valida soluzione e flessibile, di solito si trovano da 250-300 mg per dose (es n.2 cp). A volte abbinato a magnesio e potassio. Il vantaggio è che puoi calibrare il dosaggio separatamente dall’assunzione di liquidi e carboidrati.

La regola che uso: una salt cap ogni gel, nelle condizioni standard. Due salt caps ogni gel nelle condizioni calde e oltre le 5 ore di sforzo.

Il cibo vero nelle lunghe

Non conta solo quello che introduci durante, ma anche prima. Se i giorni prima di una competizione ti sei allenato al caldo e non reintegrato con abbastanza sodio parti già in svantaggio. Il sodio è un minerale essenziale, e il corpo ovviamente non auto produce: dobbiamo assumerlo con la dieta.

Lo stesso vale per la cena prima e la colazione. Non c’è bisogno di esagerare, ma va contemplato l’uso del sale come insaporitore.

L’eccesso di sodio: quando troppo fa male

Negli ultimi anni la cultura del “sala come se non ci fosse un domani” ha prodotto qualche eccesso.

Il sodio in eccesso o cronicamente elevato nella dieta può aumentare il rischio di ipertensione in alcuni gruppi di individui. Tuttavia, l’integrazione di sodio durante l’esercizio di endurance tipicamente non aumenta la pressione sanguigna, e le diete a basso sodio non sono raccomandate per gli atleti che praticano esercizio aerobico prolungato (qui lo studio).

Detto questo, esistono alcune avvertenze importanti per lo sportivo:

1. Eccesso di sodio + scarsa idratazione = stress renale. Se assumi molto sodio ma non bevi abbastanza, concentri il plasma e metti i reni sotto pressione. Il sodio funziona solo in un contesto di idratazione adeguata.

2. Troppo sodio stimola una sete artificiale che porta a iperidratazione. È un meccanismo sottile ma documentato: atleti che assumevano le maggiori quantità di sodio durante una gara mostravano paradossalmente la maggiore riduzione di sodio sierico a fine gara, mentre chi assumeva meno sodio manteneva livelli ematici stabili. Il meccanismo? Troppo sodio stimola la sete, si beve di più, si diluisce il sodio nel sangue. Risultato paradossale ma reale.

3. Dosi massicce in condizioni non calde possono destabilizzare l’equilibrio osmotico. Assumere 1200 mg/ora di sodio in una gara con aria fresca di 2-3 ore è troppo: non stai perdendo abbastanza da giustificarlo, e carichi inutilmente il sistema.

Il sodio è uno strumento di precisione, non una soluzione magica. Devi calibrarlo sulla durata, sulla temperatura, sulla tua sudorazione e sull’intensità dello sforzo. Di più non è sempre meglio.

Quasi tutti gli atleti che usano salt caps o integrano sodio lo fanno principalmente per prevenire i crampi. È la motivazione numero uno.

La realtà è un po’ più complessa. Riguardo ai crampi muscolari da esercizio, non esiste evidenza scientifica documentata che supporti una relazione causale diretta tra carenza di sodio e crampi muscolari da esercizio.

I crampi durante l’esercizio sembrano avere un’origine principalmente neuromuscolare, legata alla fatica, alla postura, alla deplezione di glicogeno, alla produzione di DOMs e ai microdanni muscolari, più che a una semplice carenza elettrolitica o iperacidosi lattica.

Tuttavia, in un contesto di sforzo prolungato e caldo, il deficit di sodio contribuisce alla compromissione neuromuscolare che rende i crampi più probabili, quindi serve in qualche modo per prevenirli.

Il sodio quindi non è la pillola magica anti-crampi. Ma in condizioni reali di gara lunga, il suo apporto adeguato crea un ambiente fisiologico più favorevole.

Riepilogo sui i protocolli per la gestione del sodio

Riepilogo tutto in modo operativo, così puoi stamparlo o salvarlo sul telefono.

Sforzo < 2 ore, temperatura normale → Bevanda con elettroliti leggera (250-300 mg Na/ora). Non necessario di più.

Sforzo 2-4 ore, temperature moderate → 400-600 mg Na/ora. Una salt cap o gel di solo elettroliti ogni 45-60 minuti, e bevanda che contenga almeno 500 mg per porzione.

Sforzo 4-7 ore, temperatura elevata (>25°C) → 800 mg Na/ora. Una salt cap ogni gel + borraccia con sodio. Valuta di salare leggermente le borracce d’acqua (0,5 g di sale per 500 ml).

Sforzo > 7 ore o caldo estremo / sudorazione abbondante → 1000-1200 mg Na/ora. Due salt caps ogni 40 minuti, bevanda con sodio. Monitora la sensazione di sete senza forzare l’idratazione.

Il sodio è uno degli strumenti più sottovalutati e malgestiti nello sport di endurance.

E i malgestiti sono distribuiti su entrambi i lati: chi non ne assume quasi per niente, pensando che bastino acqua liscia e gel, e chi ne assume in modo indiscriminato credendo che più è meglio, portandosi addirittura il contenitore di sale in tasca.

La verità sta in mezzo, ed è precisa.

Il sodio serve per mantenere il volume plasmatico, per permettere al glucosio di essere assorbito velocemente via SGLT1, per mantenere l’eccitabilità neuromuscolare e per tenere in equilibrio l’idratazione cellulare. Ma deve essere dosato in funzione della durata, del caldo e della tua biologia individuale.

L’iponatremia in realtà, la condizione che spaventa di più, non è quasi mai causata da carenza di sodio. È quasi sempre causata da eccesso di acqua. Usa il sodio per regolare l’idratazione, non per compensare un bere compulsivo.

E la prossima volta che apri un gel durante una gara più lunga abbinaci una salt cap o un gel di elettroliti, e sempre bevanda in borraccia di carboidrati contenente sodio.

Non perché lo dico io: perché i tuoi enterociti hanno bisogno di quei due ioni di sodio per farti entrare nel sangue quel glucosio il prima possibile.

La biochimica non mente. E nemmeno le gambe, quando ti senti bene fino alla fine.

Se questa newsletter ti è stata utile, condividila con un compagno/a di allenamento che si lamenta sempre di non avere energia nelle ultime ore. Probabile che non stia gestendo il Sodio.

Dott. Samuele VALENTINI