Il vero problema di oggi è che le parole non riflettono le azioni.
Troppi programmi e poca applicazione, specie a gennaio.
Serve il vir bonus: la nascita dello stoicismo sportivo.
Il movimento e l’attività devono essere giornalieri. Come cibo, acqua, aria.
I nostri antenati non avevano opzioni di scelta. La prima attività della giornata non era mangiare o bere, ma mettersi in moto per reperire qualcosa da mangiare. Non esistevano i frigoriferi.
Oggi molte persone si prefiggono un cambiamento, ma il più delle volte falliscono. Anche sportivi che già si allenano, ma puntano ad essere più costanti.
Pensate anche alla possibilità di inserire una sessione in più di allenamento. Mettere a programma una gara più dura, provare ogni anno a migliorarsi un po’, fare meglio dell’anno prima, abbassare i tempi cronometrici e così via.
La programmazione resta centrale, e in questo mese che volge al termine dovremmo già sapere i macro-eventi a cui vogliamo partecipare, le macro-attività in cui vogliamo impegnarci, e dove spendere tempo ed energie.
Ogni anno non deve essere un resoconto, né dobbiamo impegnarci in imprese folli tutti i mesi.
Bastano davvero anche una o due grandi cose da raggiungere.
Apertura ufficiale preordini Vale100
Martedì 3 Febbraio alle ore 7:00 è la data e ora della mail di lancio per l’apertura dei preordini del primo integratore durante allenamento a base di carboidrati, sodio e amarena (cherry) crioessiccata da sciogliere in borraccia: Vale100.
Nel mondo sportivo può essere una gara a cui teniamo partecipare e sperimentare le nostre abilità.
Nel mondo del lavoro un solo nuovo progetto a cui teniamo e che vogliamo si realizzi.
Nel mondo dell’interiorità un cambiamento positivo a cui aspiriamo, e così via.
In modo che, guardando indietro, sia subito visibile a colpo d’occhio quell’evento dell’anno che, anche solo in piccola parte, ci ha cambiato e che ci ricorderemo per sempre.
Nel caso di una gara l’iter è entusiasmante. Seguendo molti sportivi, ed essendo un atleta in prima persona, mi rendo conto che legare gli obiettivi ad un evento è molto più semplice. Abbiamo qualcosa per cui allenarci, una ragione per uscire di casa, sperimentare un po’ di fatica, la natura, il movimento, il mettersi in gioco.
Può essere una maratona, una mezza, un trail, un’avventura su più giorni, una granfondo di ciclismo, una nuotata o attraversata, un cammino, un gravel più lungo o più bello del solito, un triathlon medio o su distanza Ironman.
Parliamo di imprese a tutti gli effetti, e nel mio caso mi piace legare ogni anno e ogni preparazione a questo tipo di attività.
Solo l’anno scorso sono tornato sui campi di gara, ma con una mentalità completamente diversa dal ventenne sbarbato che puntava al podio di categoria.
Non mi interessa più il risultato stretto, ma godermi a pieno l’esperienza: dal viaggio all’ultimo momento della manifestazione.
La mente è più forte da adulto. Ho sviluppato maturità sportiva, capisco i momenti chiave di gara, e soprattutto ciò che ha fatto la differenza è la conoscenza sempre migliore dei processi fisiologici, della nutrizione e dell’integrazione.
In più, rispetto ai tempi dell’adolescenza, conosco tecniche di biohacking, per “biohackerare” la performance in senso positivo.
In pratica ho sviluppato lo stoicismo sportivo.
Nello stoicismo romano l’uomo da ammirare, l’esempio per tutti, il mentore o che dir si voglia, era il vir bonus.
Si tratta di una personalità rarissima, più unica che rara, perché una delle poche in cui è possibile osservare una reale collimazione tra parole, filosofia e azione.
Oggi si direbbe che quella persona “predica bene e razzola male”. E il mondo ne è pieno.
Nel mio settore è pieno di predicatori su nutrizione, allenamento, salute e così via. Poi mi rendo conto che in pochi applicano davvero i loro metodi o raccomandazioni.
Questo perché lo star bene, la salute, il cibo vero, lo stile di vita sano e soprattutto l’allenamento non sono diventati abitudini reali.
Il vir bonus è colui che segue questi principi in prima persona, prima ancora di ergersi a paladino salutista.
Performance, testosterone e azione
Nel caso dell’allenamento mi capita spesso di allenarmi in compagnia. Avendo praticato ciclismo, triathlon, calcio e altre discipline per molti anni, il confronto è all’ordine del giorno.
E capita spesso di parlare con persone che millantano imprese sovraumane: di aver distrutto quel compagno di allenamento, di aver chiuso una salita a certi ritmi, di essersi piazzati a quella gara.
Poi però, quando arriva davvero il momento di mettersi alla prova — una gara, un giro più sostenuto — sono i primi a saltare per aria.
Parole e azioni, ancora una volta, distanti.
Sempre meglio essere un po’ modesti e sorprendere anche noi stessi nel gioco della performance: non può che aumentare il senso di progresso e l’autostima.
Ci sono studi che mostrano come, quando si vince, si porta a termine un’impresa sportiva, si sperimenta la propria prestanza fisica, specie in gruppo, si abbia un aumento non trascurabile di testosterone.
E una volta innescato questo aumento fisiologico, testosterone chiama testosterone. Si entra in un micro-circolo positivo che rende — per un certo periodo — letteralmente invincibili. Anche nelle donne.
Più volenterosi, più motivati, con più autostima, e con una percezione della fatica ridotta.
Non è un caso che in certe gare, fughe, o momenti finali, alcuni atleti siano capaci di imprese impensabili.
Nel ciclismo lo si vede chiaramente: un gruppo che insegue uno o più fuggitivi. Nella corsa accade lo stesso: il vantaggio preso galvanizza in modo incredibile.
Non serve essere per forza in testa: basta un’azione audace rispetto al gruppo in cui eravamo soliti trovarci.
Nel triathlon, per esempio, avevo una regola personale: quando stavo per effettuare un sorpasso nella frazione run di olimpici e sprint, lo facevo in modo audace.
Non come un’ape che sorpassa, ma come una Ferrari in autostrada, con le quattro frecce in terza corsia e gli abbaglianti accesi.
Non per mostrare qualcosa all’avversario, ma a me stesso. Quel cambio di ritmo aumenta motivazione, adrenalina e ormoni dell’azione, e spesso permette di tenere un ritmo più alto anche per diversi chilometri.
È qui che si vede la differenza tra chi riesce a sostenere quel cambio e chi si brucia dopo 100 metri.
Ecco perché in allenamento sono fondamentali variazioni di ritmo, fartlek, lavori sul VO₂max.
Ricordo una staffetta in cui avevo lo stesso livello nel nuoto, ciclismo e corsa di un collega. In corsa decisi di rimanere defilato, ma a ritmo elevato (3:30/km). Solo quando mi sentii pronto cambiai davvero passo, mantenendolo fino al traguardo. Nel momento del sorpasso mostrai un ritmo più alto: mentalmente è quasi impossibile seguire quando sei già quasi al limite.
La regola del testosterone vale anche al contrario: è facile demotivarsi e sperimentare un aumento di prolattina, l’ormone legato alla bassa motivazione.
Per questo bisogna saper superare le prime sensazioni, non comportarsi da bambini capricciosi, e capire che le cose possono evolvere. Dipende sempre da come interpretiamo gli eventi.
Poi è vero: puoi avere una mentalità stoica, ma alla base restano nutrizione, integrazione, sonno, attenzione al dettaglio e applicazione costante nell’allenamento.
Tutti devono passare da questi micro-elementi della performance per migliorare, e non è detto che sia immediato.
Ho capito che la mia aspirazione più grande è diventare un vir bonus.
Non c’è gioia più grande che vedere parole, valori e azioni allinearsi. Anche se il mondo diventa migliore solo dello 0,001%.
Alla fine della veglia faremo i conti solo con noi stessi. Questo dialogo vogliamo che sia il più positivo possibile.
Il vir bonus è in pace: da stoico diventa epicureo. Dall’azione alla contemplazione.
Osserva dall’alto un mondo in cui molti parlano, pochi fanno. Predicano, ma non applicano.
Per questo ho deciso di aspirare a diventare questo individuo raro, anche oggi.
Non mi interessa essere giudicato come persona, ma per i miei valori.
Ed è per questo che ho deciso di perseguire la via del superatleta: migliorare anche di poco la performance sportiva.
È la stessa ragione per cui sono un nutrizionista sportivo con oltre 6 anni di esperienza e oltre 26 anni di pratica sportiva, soprattutto negli sport di endurance.
VALE: ufficiale apertura preordini Vale100
Oggi, e in particolare il 2026, ci sarà il lancio di una realtà ancora più specifica per la performance: una linea sportiva di integrazione totalmente dedicata.
Sto parlando del progetto Vale sport nutrition.
In VALE oggi siamo tutti impegnati per un unico grande obiettivo:
migliorare la performance sportiva.
VALE è un’organizzazione di ricerca e sviluppo nel campo della Sport Nutrition, nata per scoprire, testare e distribuire i nutrienti attivi più puri, efficaci e realmente funzionali.
Mentre molti brand si affidano al marketing, la base è la ricerca scientifica, l’analisi e la validazione sul campo, per garantire ingredienti potenti, biodisponibili e coerenti con la fisiologia umana.
Ci ispiriamo alla natura, con un focus specifico sulla performance di endurance, dove ogni dettaglio fa la differenza.
Il primo prodotto sarà Vale100, un mix di carboidrati e sodio da consumare durante allenamento, arricchito con amarena crioessiccata italiana.
Il cherry, in particolare sour cherry, mostra proprietà antiossidanti uniche tra i frutti sul pianeta.
Per questo abbiamo deciso di essiccare a freddo il frutto per mantenerne più possibile intatte queste proprietà, e consumarlo durante lo sforzo.
La bella notizia è che sono pronti i preordini.
È ufficiale: aprono i preordini di Vale100.
La data ufficiale del lancio dedicata prima solo agli iscritti alla newsletter, sarà Martedì 3 Febbraio alle ore 7:00.
A quell’ora riceverete la mail dedicata esclusivamente al preordine e alla spiegazione dettagliata del prodotto.
Buon weekend.