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Lo sport maestro di vita: sviluppa il vero endurance

La vita mi ha fatto un regalo.

L’ho colto al volo e trasformato.

In realtà non è stata la vita in sé, ma la cultura in cui sono cresciuto.

La cultura familiare, degli amici, delle passioni e delle condivisioni.

Parlo della cultura sportiva.

Oggi ho finalmente compreso l’essenza più profonda dello sport.

Di essere un atleta con la a maiuscola.

Il processo mi ha insegnato molto più di qualsiasi libro di testo o teoria.

E ciò che più mi dispiace è che solo una percentuale ridotta di persone riesce davvero a coglierne i benefici.

Anche se sembriamo tanti nelle palestre, nei centri fitness, in bici, o sul lungomare a correre o camminare.

Molti di quelli che vediamo presto smetteranno, tornando alle vecchie abitudini.

Oppure stanno facendo sport controvoglia.

Il motivo? Tenersi in forma, non ingrassare o altre motivazioni simili, quasi sempre legate all’estetica.

Io non ho mai pensato di praticare sport per non prendere peso.

Eppure quasi tutti i consigli degli esperti puntano sull’attività fisica come rimedio per dimagrire.

Ancora una volta, ci concentriamo sul fine sbagliato.

Il dimagrimento, l’estetica, gli addominali scolpiti e la forma fisica sono conseguenze naturali di uno stile di vita sano.

Non interventi drastici che durano poche settimane, giusto d’estate quando ci sono più occasioni sociali e occhi addosso.

Lo sport come insegnamento

Lo sport nobilita l’uomo e la donna, oltre che lo spirito.

Arrivare a questa consapevolezza è l’augurio che faccio a chi legge, ed è il senso di queste lettere del sabato.

Trovare il proprio equilibrio.

La vera chiave è cambiare prospettiva.

Basta pensare all’allenamento come a un peso, a un sacrificio imposto.

Ogni disciplina richiede dedizione, applicazione, costanza, cura dei dettagli.

E’ vero, possono sembrare sacrifici.

Ma se vediamo solo il sacrificio, ci stiamo concentrando sul bicchiere mezzo vuoto.

E ci chiederemo: perché lo sto facendo davvero?

Se il fine è solo estetico, durerà fino a quando saremo soddisfatti della nostra immagine.

Fa eccezione il body building, dove l’estetica è lo scopo stesso dello sport, anche se la vera soddisfazione potrebbe non arrivare mai del tutto.

Nell’ultima settimana ho riflettuto ancora sul mio rapporto con lo sport, allenandomi da 1800 metri di quota.

In quelle pedalate e scalate restavo solo con i miei pensieri, molto più che altrove.

Le salite erano passi alpini veri e propri, interminabili.

La fatica, lo sforzo, il sacrificio si prolungavano e lì ho fatto emergere il vero endurance.

Endurance significa durata, resistenza, resilienza.

Non solo fisica ma soprattutto mentale.

Il corpo si arrende prima, è fisiologico: lancia segnali che sarebbe ora di fermarsi.

Ma se siamo allenati, preparati, ci nutriamo e recuperiamo bene, allora quella fatica diventa stimolo ormetico che ci migliora.

Come capirlo in concreto? I ciclisti aumentano i watt alla stessa soglia, i runner migliorano il passo con lo stesso sforzo, i nuotatori tengono più a lungo la velocità.

La mente rimane agganciata all’obiettivo: la vetta per il ciclista, il traguardo per il runner, la costa per il nuotatore.

Anche solo finire l’allenamento programmato.

Il perdurare è parte del nostro DNA: conservare la specie, resistere, evolvere.

Un tempo significava cacciare, fondare un insediamento, vincere una battaglia, cercare un partner.

Madre natura ha selezionato queste caratteristiche per caso e necessità, come spiegava il biologo Jacques Monod, nel suo libro il caso e la necessità.

Oggi lo sport ne è un riflesso: ciclisti, runner, nuotatori, o sportivi in gruppi non sono altro che tribù moderne.

Per questo amiamo praticare in piccoli gruppi: non troppi, ma nemmeno da soli.

Io adoro allenarmi in solitudine, ma ho bisogno almeno di un’uscita collettiva a settimana.

Alterno quindi otium e negotium, lavoro e riposo, sport e recupero.

Così come alterno solitudine e compagnia, in spirito stoico.

L’epicureismo invece invita alla lentezza, alla natura, alla contemplazione.

Un po’ di questo serve a tutti: in una società che spinge a fare sempre di più, imparare a fare meno è un valore.

Ma senza dimenticare che siamo animali sociali.

E lo sport diventa più bello e gratificante se fatto insieme.

Temi il confronto? Allora è proprio quello che ti serve.

Dal confronto si impara più di quanto si immagini.

Io stesso condivido con chi mi segue ciò che so: nutrizione, performance, biohacking.

E ho trovato tante persone desiderose di apprendere.

Il miglioramento è ciò che serve davvero

Il vero obiettivo è diventare medici della propria performance, con strumenti e conoscenze adeguati.

Io continuo a imparare dallo sport ogni giorno.

Per questo credo che tutti dovrebbero praticarlo, nessuno escluso.

Ringrazio soprattutto di aver capito come gestire meglio il tempo.

Gli impegni sportivi obbligano a organizzarsi.

E grazie a questo si diventa più produttivi, concentrati e motivati.

Perché sai che poi ti aspetta il tuo spazio di benessere, l’allenamento.

Dall’esterno può sembrare fatica, ma in realtà sono le sensazioni che lascia a fare la differenza.

Più calma, più energia, più lucidità, più endorfine.

Ieri stesso, sullo Stelvio, l’ho sperimentato.

Più di 20 km, 1400 m D+, fino a quasi 3000 metri di quota.

Un’ora e 17 minuti di salita, dieci minuti in meno (meglio) dello scorso anno.

Ho capito ancora una volta che il miglioramento è l’essenza dello sport.

Curare dettagli come nutrizione, integrazione, stretching, riposo, alta quota, diventa fondamentale.

La bassa pressione dell’ossigeno stimola i reni a produrre eritropoietina e quindi più globuli rossi: dopo settimane in altura la performance cresce.

Per questo ho provato anche il training ipossico, simulando l’alta quota come tecnica di biohacking per la Sportful Dolomiti Race.

Essere sportivi significa ambire al miglioramento continuo.

Diventare atleti completi.

E con i giusti strumenti, anche super atleti.

Il progresso nello sport equivale alla felicità, come nella vita.

Con questa convinzione ti saluto e ti auguro buon viaggio, verso la tua migliore versione.

Dott. Samuele VALENTINI