“L’amore è la forza più potente dell’universo:
l’energia che ci collega, che ci rende più forti insieme.”
Mahatma Gandhi.
Inizio la lettera di oggi con una frase sull’amore.
L’amore è sotto attacco e sta vivendo una vera e propria agonia.
L’agonia dell’eros.
Byung-Chul Han, professore di filosofia all’Università di Berlino, ha scritto un saggio e l’ha intitolato proprio L’agonia dell’eros.
Siamo di fronte alla minaccia più grande, alla degenerazione più subdola, sottile e nascosta che attanaglia oggi la specie umana.
La fine dell’amore.
E cosa c’entra questo tema in una newsletter su sport, nutrizione, biohacking e performance?
Con amore intendo non solo quello verso un’altra persona, il partner, marito o moglie, famiglia, fratelli, sorelle, amici e così via.
Voglio parlare soprattutto dell’amore per se stessi.
In realtà lo stiamo già facendo ogni sabato.
Imparare ad amare se stessi è il più grande atto rivoluzionario.
È ciò che distingue l’aristocratico dal plebeo.
È ciò che ci allontana più di tutto dall’egoismo.
L’individuo egoista, infatti, secondo il mio modo di vedere, è quello più lontano in assoluto dall’amare se stesso.
Proprio perché non ha ancora compreso il senso della vita, dato un ordine, trovato serenità, pace e gioia, si logora nell’invidia, nel piacere immediato, nel cibo scadente, e pone se stesso al centro di ogni attenzione e pretesa.
L’amore per sé, invece, è tutt’altra cosa.
È il superuomo di cui ha tanto parlato Friedrich Nietzsche, colui che si prende la responsabilità di dettare leggi, cambiare l’ordine delle cose, rompere i dogmi, e pretendere di più per il proprio futuro, senza paura.
E con speranza.
La speranza di cui parla anche Chul Han nel suo nuovo libro Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione.
L’amore per se stessi è un atto di ribellione verso la società dell’angoscia, che ci vuole tristi, depressi, dipendenti da tutto, sedentari, arrabbiati, senza autostima.
E il cibo vero, la nutrizione profonda, una dieta sana, la connessione reale con la natura e con gli altri, il sole e l’aria aperta, lo sport e l’allenamento, il sonno e il giusto ritmo circadiano non sono che strumenti per raggiungere l’amore verso se stessi.
La rivoluzione con la tradizione che sta portando avanti con forza il movimento Carnivore Company.
Anche il biohacking e le sue tecniche non fanno che accelerare il processo di amare di più se stessi come individui a 360°.
Le persone che sanno amarsi e prendersi cura di sé ogni giorno non possono che stare meglio con gli altri, e concepire le relazioni umane come un vero privilegio.
Nel mio caso ho finalmente raggiunto questo stato.
Dopo anni tra studio, impegno, sport, lavoro, dedizione, alti e bassi, ho trovato il mio equilibrio, la mia spiritualità, il mio vero why e il ruolo nel mondo.
Ed è per questo che ho deciso di coronare il mio amore per Sara, mia moglie, celebrando la nostra unione con un matrimonio.
Mi è stato chiesto qualche ripresa di quella giornata memorabile, emozionante, che ricorderò per sempre.
Ci sarà quindi anche un breve video, che pubblicherò sul canale YouTube.
Mi sono sentito talmente bene con me stesso, con il mondo e con la mia missione nell’ultimo periodo, che mi sentivo in dovere di onorare la nostra lunga relazione con una festa bellissima, insieme a chi ci ama, ai nostri amici e parenti.
Ho deciso anche di esprimere tutto il mio pensiero e la mia concezione di amore, un po’ atipica e fuori dall’ordinario, con una lettura intima davanti a più di 100 persone, durante il rito.
Se ti fa piacere la puoi leggere qui di seguito: la lettera mi è stata chiesta da molti invitati ed è stata super apprezzata, non me lo sarei aspettato.
Del resto è il mio pensiero personale, non mi interessa se fosse di gradimento o meno.
Per chi è meno romantico può saltare la lettura e passare oltre.
La speranza dell’amore
Viviamo in un tempo in cui l’amore è diventato difficile.
Non perché manchino le occasioni, i mezzi, le app.
Ma perché stiamo perdendo il mistero dell’altro.
Viviamo in una società dove tutto dev’essere ottimizzato, misurato, trasparente.
Anche l’amore è diventato una questione di performance, di compatibilità, di massima efficienza.
Il filosofo coreano Byung-Chul Han lo chiama “agonia dell’Eros”.
Non parliamo solo di passione o desiderio.
Parliamo della lenta fine della tensione, della mancanza, dell’alterità.
Del fatto che l’altro, oggi, non ci sorprende più, perché vogliamo sapere tutto, prevedere tutto,
controllare tutto.
Ma l’amore vero non nasce dalla trasparenza.
Nasce bensì dal limite, dall’imprevisto, dalla distanza, dal mistero.
Nasce proprio dove non possiamo ridurre l’altro a un’estensione di noi.
Ecco allora perché oggi, davanti a voi,
in questo gesto — che sì è un’unione, ma anche una promessa, una scelta —
ho deciso di resistere.
Resistere a una cultura che ci vuole efficienti, veloci, narcisisti.
Senza più tempo per amare davvero.
Resistere al cinismo di chi dice che l’amore non esiste.
Resistere all’idea che conoscere l’altro significhi spiegarlo, consumarlo, prevederlo.
Perché sì: l’amore è un’illusione.
Friedrich Nietzsche lo dice chiaramente:
“L’amore è lo stato in cui l’uomo vede le cose come NON sono.”
Ma è proprio per questo che l’amore è grande.
Perché non fotografa la realtà, la trasfigura.
Ci fa vedere l’altro non per come è, ma per come può essere.
E ci chiama a diventare qualcosa di più, una volta uniti.
Per Mahatma Gandhi, l’amore è la forza più potente dell’universo:
l’energia che ci collega, che ci rende più forti insieme.
L’amore, quello vero, non si spiega.
Si vive. Si costruisce. Si custodisce.
E lo si fa — giorno dopo giorno — in quella che Nietzsche chiama una lunga conversazione:
“Il matrimonio è una lunga conversazione.”
Nietzsche scrive anche:
“Si ama poco quando si può dire PERCHE’ si ama.”
Non è solo la passione che tiene unite due persone per una vita.
È la capacità di parlarsi, ascoltarsi, pensare insieme,
anche quando si è stanchi, o distanti.
È la libertà di essere due, e insieme uno,
che non smettono mai di cercarsi.
Che sanno ridere, sfidarsi, sostenersi e… anche disperarsi.
Nietzsche ci lascia un’altra immagine potente:
“Chi non sa portare la propria corona, deve restarne privo.”
Questa corona non è il potere sull’altro.
È la nostra dignità, la nostra responsabilità, la nostra promessa.
Oggi non rinunciamo a noi stessi per amarci.
Ma scegliamo di portare insieme la nostra corona.
Senza facili illusioni e promesse.
Ma con quella fiducia radicale che ci permette di dire:
ti riconosco come altro da me, e proprio per questo, ti scelgo.
Perché l’amore non è una fusione.
La donna — come simbolo della vita — non va compresa, ma danzata.
È la danza tra due differenze, due mondi, due stelle,
che non si annullano, ma si ascoltano e si completano.
È potenza generatrice, misteriosa, feconda.
È legame con la terra, col divenire, con ciò che cambia.
“In tutto il creato c’è qualcosa di femminile:
l’amore per la terra.” (dice Zarathustra)
E infine oggi, c’è una parola che ha bisogno di essere salvata.
Questa parola è… speranza.
Viviamo in un’epoca dominata dalla paura.
Paura della fine, dell’instabilità, della solitudine.
Ma la speranza è un atto rivoluzionario.
Non è aspettare che le cose vadano bene.
È scegliere di credere che l’altro ci cambia, ci eleva, ci apre un futuro.
E allora, in un mondo che ha paura del mistero,
che teme l’amore e le sue molteplici forme,
noi oggi celebriamo la speranza.
E lo facciamo davanti a tutti,
con gratitudine, con coraggio, e con gioia.
Prometto che, nella lunga conversazione della vita
ci sarà sempre spazio per danzare, desiderare e amare.
Insieme.
Sono pronto a indossare la mia corona.
Grazie.
Buon amore a tutti.
Amate ciò che fate, e fatelo intensamente.
Fa tutta la differenza del mondo.
Se amate chi avete intorno e ciò che fate, la vita sarà un viaggio indimenticabile, unico, appassionante.
Per questo weekend è tutto, da un doc particolarmente romantico.
Torneremo con i contenuti consueti a partire da settembre.
Ho in programma di intensificare la condivisione di informazioni utili per tutti gli sportivi e non, per ottimizzare davvero la performance.
Tutto quello che scienza e conoscenza possono offrirci per questa grande missione insieme.
Il superatleta e il medico di se stesso non saranno mai stati così vicini, le distanze si accorciano e la conoscenza prosegue.
Il prossimo periodo sarà molto fiorente per chi è interessato a questi argomenti e mira a migliorare nel proprio sport e nella salute.
Non solo atleti, ma chiunque voglia vedere progressi tangibili nel gioco della performance.
Newsletter più sofisticate e con maggiore frequenza, reel Instagram diritti al punto, video YouTube scientifici, e tutto quello che lo spazio online può offrire.
Gli uomini sono fatti per raccontare, tramandare e condividere conoscenza del resto, sin dai tempi antichi.
Collaboriamo insieme per un futuro migliore, di atleti, biohacker, superatleti, medici di se stessi, innamorati della vita, della natura, e del cibo vero.
Mi prendo una settimana in altura di pedalate, escursioni, camminate e aria fresca.
Il viaggio di nozze sarà più avanti: insieme a Sara andremo alla scoperta di Vietnam, Cambogia e Laos.
Qui la vittoria di Sara all’ultima gara di corsa in salita, con qualche spunto sulla sua nutrizione.
Qui invece l’ultimo video sul canale su come idratarsi davvero, un aspetto fondamentale nella performance.
Infine qui alcune foto del matrimonio.