Il Biohacking per vivere a pieno: ecco perchè iniziare

Il Biohacking è la nuova frontiera della salute. Biohacking significa modificare intenzionalmente alcuni processi biochimici della cellula per apportare miglioramenti al sistema. L’obiettivo del biohacker è lavorare su sè stesso per raggiungere la migliore versione.

In che modo? le pratiche sono tantissime, e possono andare dai bagni freddi e crioterapia, saune infrarossi, modifiche al regime dietetico e uso di integratori etc. Alcuni aspirano anche alle modifiche del DNA (gene editing), impianto di microchip ed esoscheletri.

Da questo elenco possiamo già intuire che all’interno del mondo del Biohacking esistono sfaccettature e approcci più disparati. Il denominatore comune è agire sul corpo umano per implementare le sue funzioni.

Se la medicina tratta il malato per curarlo e ripristinare il suo stato di salute, il Biohacking si rivolge al soggetto sano per migliorare anzichè ripristinare lo stato di salute medesimo.

Dopo gli anni storici dell’imperaliasmo e colonialismo, in cui l’uomo si concentrava su esplorazioni e conquista di nuove terre, susseguiti poi dalla rivoluzione industriale e nazionalismo del XIX e XX secolo, l’attenzione si è spostata dal mondo esterno a quello interno del corpo umano e del DNA, universo ancora in parte da esplorare.

E’ da questo impulso che siamo entrati in una rivoluzione della genetica e tecnologia. Oggi innovazioni scientifiche e tecnologiche procedono alla velocità della luce rispetto al passato.

Se può essere eccitante l’idea di scoperte scientifiche e nuove tecnologie, dall’altra vi è la necessità di regolazioni e maggiori indagini di bioetica.

Pensiamo alle modifiche del DNA, in particolare al genome editing tramite crisp-cas 9, la forbice molecolare in grado di modificare il genoma umano. Questa tecnologia è impiegata in ricerca per curare alcune malattie su base genetica, ma deve essere ancora sperimentata prima di utilizzarla in clinica. L’editing del DNA infatti, se effettuato allo stadio di embrione, può portare alla creazione di organismi geneticamente modificati e potenziati, e quindi ad una specie diversa da H.sapiens in virtù degli interventi di ingegneria genetica.

Ed è già realtà. Ha fatto scalpore infatti nel 2018 l’evento delle prime gemelle cinesi al mondo resistenti all’AIDS, grazie alla manipolazione del loro DNA da parte di un team di scienziati.

Una branca del biohacking è il transumanesimo (movimento h+), che si pone l’obiettivo di andare oltre l’umano e creare il post-umano. Uomini potenziati geneticamente e intellettualmente, per esempio in grado di resistere a radiazioni cosmiche ed esplorare l’universo, pensare più velocemente, essere più forti e resistenti etc.

Prima di valutare modifiche del DNA, impianti di chip ed esoscheletri, per ottenere una versione migliore di sè basta partire da semplici passi. Il biohacker più cauto usa attività fisica, nutrizione, integrazione, bagni freddi, e un modo di vivere più ancestrale.
Modificare le proprie abitudini alimentari in meglio e lo stile di vita può essere considerato una forma di biohacking.

Affidarsi ad un nutrizionista e personal trainer che elaborano rispettivamente un piano alimentare personalizzato ed uno di allenamento può migliorare drasticamente la qualità di vita.

Prima di iniziare terapie mediche innovative, che possono essere sicuramente utili, il principio è quello di partire da un corretto stile di vita. Una volta adottato potremo valutare terapie e strumenti d’ausilio al nostro obiettivo di dimagrimento, performance, aumento della massa muscolare, benessere, qualsiasi esso sia.

Come anticipato infatti, oltre ad allenamento e corretta alimentazione, si impiegano alcune pratiche per l’upgrade, massimizzando performance e salute:

  • crioterapia o bagni freddi, alternati con sauna
  • camera iperbarica 
  • earthing (piedi nudi connessi a terreni naturali)
  • terapia con luce a infrarossi
  • terapia con peptidi
  • ozono-terapia
  • idrocolon terapia
  • neurostimolazione

E altro.

In ultima analisi il Biohacking è un ottimo strumento per aspirare al meglio del nostro corpo e mente, ma deve essere regolato quando si parla di tecnologie più invasive come l’ingegneria genetica.

Potrà essere di giovamento alla società se non si riduce ad uno sforzo egoistico di eccellere sopra gli altri e creare individui superiori o presunti tali. Abbiamo esempi nella storia del fanatismo delle nazioni, e degli esiti a cui può portare l’ideologia di supremazia sugli altri. Il rischio è di creare un’ elite di superuomini che possono accedere a tecnologie d’avanguardia grazie alla loro ricchezza.

Il biohacking non è per primeggiare sugli altri, bensì migliorare noi stessi in toto e vivere a pieno. Uomini e donne più atletiche, aperti al cambiamento, con maggiore lucidità mentale potranno plasmare una società basata su benessere, rispetto della natura e degli altri, condivisione e uguaglianza.

Puoi scoprire di più sulla nutrizione nel Biohacking leggendo l’articolo che ho pubblicato per la rivista americana Biohackers Magazine pag.22

Dott. Samuele Valentini

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